Prevenzione dei tumori della mammella
Come prevenire i tumori della mammella
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne rappresentando la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi (dati ISTAT).
Negli ultimi decenni le nuove tecnologie hanno consentito sempre più di fare una diagnosi precoce quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e meno invasivo, con conseguente riduzione della mortalità.
L’incidenza del tumore alla mammella aumenta esponenzialmente fin verso i 50 anni, quindi subisce una pausa, o addirittura una lieve diminuzione, per poi riprendere a crescere, dopo l’età della menopausa.
Diversi sono i fattori di rischio per il tumore:
- Ormoni femminili.
Esiste una stretta correlazione tra l’insorgenza del tumore mammario e gli ormoni femminili. La prima gravidanza precoce e l’allattamento riducono il rischio, che aumenta per effetto della terapia ormonale sostitutiva con associazioni di estrogeni e progestinici, in età perimenopausale e in menopausa, se protratta per più di 5 anni. - Familiarità per tumore mammario:parenti di I grado con tumori alla mammella.
- Obesità dopo la menopausa.
- Eccessivo consumo di alcol.
- Età al menarca e l’eventuale diagnosi di iperplasia atipica.
Solo il 5%-7% dei tumori della mammella sono dovuti a fattori genetici riconosciuti. Un precedente carcinoma della mammella aumenta le probabilità di un secondo tumore alla stessa o nell’altra mammella.
Prevenzione
Una vera prevenzione primaria cioè che impedisce che si presenti un tumore mammario ancora non è ben definita. Svolgere attività fisica e fare una alimentazione con abbondante quantità di verdure, frutta fresca, cereali e legumi sembra abbia un ruolo protettivo.
Diagnosi precoce
Con un’adeguata diagnosi precoce, le possibilità di vincere questo tipo di tumore sono altissime.
A partire dai 40 anni di età rivolgersi al proprio medico di fiducia, ovvero a specialisti esperti in prevenzione diagnosi e cura 6 prevenzione diagnosi e cura senologia per concordare eventuali programmi individuali di prevenzione e di diagnosi precoce (autopalpazione, visita, mammografia, ecografia).
Se indicata l’ecografia può essere eseguita anche prima dei 40 anni. Adatta per le mammelle dense delle giovani donne o delle donne che non abbiano allattato, è consigliata in modo complementare alla mammografia ogni qualvolta questa non risulti conclusiva.
Clinica
E’ importante fare periodicamente la palpazione del proprio seno per individuare alterazioni anomale sospette.
I segni clinici di allarme includono l’aumento di consistenza del seno per la presenza di noduli, eventuali rientranze della cute, secrezioni sierose/ematiche e lesioni del capezzolo, fino all’ingrossamento dei linfonodi sotto l’ascella.
Nodulo mammario: è il segno iniziale più frequente (80%); si presenta duro rispetto alla normale consistenza della mammella e quasi sempre non dolente.
Di fronte al rilievo di uno di questi segni recarsi subito dal proprio medico per un approfondimento.
Diagnosi
Gli esami indicati per la diagnosi sono: Mammografia, cografia mammaria, RMN. In caso si noduli o aree sospette l’agoaspirato.
Terapia
Chirurgia: prevalentemente conservativa, sotto forma di quadrantectomia, o di escissione ampia, seguite da radioterapia, ovvero se necessaria, mastectomia radicale modificata. Il trattamento chirurgico dei linfonodi ascellari va dalla ricerca del linfonodo sentinella, eventualmente seguito da linfectomia ascellare. Se prevista, la polichemioterapia può precedere e/o seguire la chirurgia, associata o in sequenza con l’ormonoterapia nei casi sensibili.
L’AUTOPALPAZIONE DEL SENO
L’autopalpazione del seno consente di capire in maniera semplice e precoce se ci sono presenti anomalie al seno. E’ una pratica facile da insegnare, innocua e facilmente ripetibile.
Ogni donna dovrebbe conrollare il proprio seno almeno una volta al mese, solitamente qualche giorno dopo l’inizio delle mestruazioni quando i seni sono più morbidi e facilmente palpabili.
COME SI ESEGUE
DAVANTI ALLO SPECCHIO
- Premi con forza le mani sui fianchi per tendere la muscolatura del torace.
- Osserva attentamente qualsiasi cambiamento di dimensione, forma o profilo delle mammelle.
- Ricerca qualsiasi cosa insolita - secrezioni, pieghe, avvallamenti o modifiche del tessuto cutaneo.
SDRAIATA
- Sdraiati distesa sulla schiena mettendo la mano sinistra dietro alla testa ed un cuscino sotto la spalla sinistra.
- Usa i polpastrelli delle tre dita mediane della mano destra per eseguire movimenti circolari sovrapposti delle dimensioni di una moneta sulla mammella.
- Applica tre diversi livelli di pressione con i polpastrelli - lieve, moderata e forte - per la valutazione del tessuto mammario.
- Usa ciascun livello pressorio per la ricerca di eventuali noduli prima di spostarti nella zona vicina.
- Inizia dall’ascella e scendi fino alla parte inferiore della mammella.
- Usa gli stessi movimenti circolari muovendo la mano verso l’alto ed il basso fino a coprire l’intera area della mammella.
Ripeti la ricerca sulla mammella destra utilizzando la mano sinistra.
SEDUTA O IN PIEDI
- Solleva leggermente il braccio.
- Usa gli stessi movimenti circolari dei polpastrelli per esaminare ciascuna ascella.
Questo auto esame non sostituisce la visita periodica presso un medico qualificato.
Riferisci al tuo medico la comparsa di ogni nodulo o di ogni alterazione che riguardano la mammella.
DOMANDE E RISPOSTE SUL TUMORE MAMMARIO
Che cos’è la mammografia?
La mammografia è un esame radiologico della mammella che consente di diagnosticare precocemente i tumori al seno.
Quali sono le modalità del test mammografico?
La mammella viene leggermente compressa dall’apparecchio radiografico e vengono eseguite le radiografie sia in senso orizzontale che verticale. L’esame della durata di 10 - 15 minuti a volte può essere doloroso ma è indispensabile per avere immagini di alta qualità.
Perché sottoporsi a questo esame?
Perché permette di individuare eventuali lesioni di piccole dimensioni, ancor prima che le si possa sentire al tatto.
A che età e con quale frequenza si fa la mammografia?
E’ consigliabile eseguire una mammografia ogni anno alle donne dai 45 ai 49 anni, ogni due anni alle donne dai 50 ai 74 anni.
La mammografia è pericolosa?
La quantità di raggi X utilizzati nella mammografia è molto bassa, grazie anche alle apparecchiature moderne utilizzate e controllate costantemente. Quindi, i rischi ipotetici sono trascurabili e, in ogni caso, di gran lunga inferiori ai vantaggi della prevenzione.
Quali sono i limiti della mammografia?
La mammografia, come tutte le tecniche diagnostiche, ha limiti legati alla metodica stessa, per difficoltà di interpretazione delle caratteristiche del tessuto della mammella o perché la lesione è talmente piccola da non essere riconoscibile dal mammografo.
Nella gran parte dei casi quando il tumore, anche se molto piccolo, nell’80% circa dei casi viene rilevato. Raramente è possibile che, dopo una mammografia dall’esito negativo e prima del controllo successivo, si possa sviluppare un “tumore di intervallo”. È dunque molto importante, notare eventuali cambiamenti del seno nell’intervallo di tempo tra due esami mammografici effettuando l’autopalpazione della mammella.